domenica 8 novembre 2009

Ritratto di Emma Marcegaglia


Emma è secondogenita di Palmira Bazzani e Steno Marcegaglia, fondatore dell'azienda Marcegaglia S.p.A., società attiva nella lavorazione dell'acciaio.
Il padre, appunto, Steno Marcegaglia è stato coinvolto nel crac Italcase-Bagaglino, e condannato in primo grado il 13 dicembre 2006 a 4 anni e 1 mese di carcere dal tribunale di Brescia, e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Grazie all'indulto, la pena detentiva è ridotta di tre anni.
È stato poi assolto in secondo grado dalla Corte d'Appello di Brescia l'11 maggio 2009.
I coimputati di Steno Marcegaglia sono, tra gli altri, Cesare Geronzi, Roberto Colaninno, Stefano Bellaveglia, Ettore Lonati e Divo Gronchi.
Nell'azienda di famiglia Emma ricopre la carica di consigliere e amministratore delegato insieme al fratello Antonio.
Il 13 marzo 2008 è stata eletta alla presidenza di Confindustria per il quadriennio 2008-2012, prima donna a ricoprire tale carica e anche la più giovane.

La Marcegaglia S.p.A. nel 2008 ha patteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di 1 milione 158 mila euro pagata a Lorenzo Marzocchi di EniPower, oltre a 500 mila euro di pena, e 5 milioni 250 mila euro di confisca della società N.e./C.c.t. spa controllata dall'azienda.
Il fratello Antonio Marcegaglia ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena per il reato di corruzione.
Attualmente è sotto inchiesta insieme alla sua famiglia per i 17 conti bancari ritrovati in Svizzera dalla magistratura milanese.

Il gruppo Marcegaglia è presente anche all’interno della CAI.
Desumiamo alcune notizie su CAI, sul seguente sito :
http://www.thepopuli.it/2009/09/emma-marcegaglia-cai-acciaierie-confindustria-conflitto-di-interesse/

La CAI nasce il 26 agosto 2008 su iniziativa, guarda caso, della San Paolo Imi e di Roberto Colaninno.
L’imprenditore Colaninno noto per i suoi precedenti penali (Condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006 assieme a Steno Marcegaglia padre di Emma Marcegaglia, interdetti, entrambi, dai pubblici uffici per 5 anni, pene condonate grazie alla legge sull’indulto.)
Colaninno, ha un figlio, Matteo, deputato dal 2008 nelle file del Partito Democratico.

Fanno parte del Consiglio di Amministrazione CAI, tra gli altri :

Presidente : Roberto Colaninno

Consigliere : Francesco Caltagirone Bellavista
(Francesco Caltagirone, il suocero di Pierferdinando Casini, è stato imputato a Perugia per corruzione giudiziaria insieme a Squillante.
Ed è cugino di Francesco Bellavista Caltagirone, marito di Rita Rovelli, figlia di Nino, il grande corruttore del caso Imi-Sir.
Guarda un po’, alle volte, le combinazioni.)

Consigliere : Marco Tronchetti Provera

Tra gli azionisti CAI troviamo :

Gruppo Marcegaglia.

Toto Costruzioni
( Carlo Toto arrestato con un funzionario Anas in una delle poche indagini pre-mani pulite.
L’accusa per falso riguarda l’appalto del ponte sul fiume Comano (crollato nel giugno del 1980).

Il gruppo Riva
( Gruppo siderurgico italiano e mondiale per eccellenza ma con qualche guaio giudiziario legato ad inquinamenti, infortuni sul lavoro ect. )

Il gruppo Ligresti ( tramite Fondiaria Sai spa )
(Nel 1984 il procuratore della Repubblica di Roma, Marco Boschi, aprì un’inchiesta nei suoi confronti per sospetta appartenenza mafiosa.
Negli anni ’90 il suo nome fu nuovamente avvicinato alla mafia, a Palermo, a seguito delle dichiarazioni di un pentito, Angelo Siino.
Secondo il suo racconto, Ligresti aveva come diretto referente mafioso nientemeno che Nitto Santapaola, il boss di Cosa nostra a Catania.
Salvatore Ligresti fu arrestato e condannato per tangenti, a seguito delle indagini per l’inchiesta “tangentopoli” nel 1992.
Secondo le testimonianze di un altro collaboratore di giustizia, Gaspare Mutolo, che nel 1996 riferisce una confidenza ricevuta da Vittorio Mangano, lo «stalliere» di Arcore, Ligresti, riciclava i soldi della famiglia Carollo (quella della Duomo connection), insediata nell’hinterland milanese.
Nel novembre 2008 fu indagato dalla Procura di Firenze per ipotesi di corruzione. )

Il fondo Clessidra SGR spa di Claudio Sposito :
( Uno degli uomini chiave del salvataggio di Fininvest dal fallimento all’inizio degli anni ’90.
All’epoca operava come plenipotenziario italiano per conto della banca d’affari Morgan & Stanley ed il rapporto con Berlusconi divenne così solido che nel 1998 diventerà amministratore delegato di Fininvest.
Nel 2003 ritroviamo Sposito ed il suo fondo Clessidra ad operare con Gnutti, Presidente di Hopa, con l’intervento di Mediobanca.
Sposito controlla oggi ADR, che gestisce gli aeroporti di Roma. )


~ ~ ~ ~


Ma la “chicca” più interessante che riguarda Emma Marcegaglia è quella che riguarda il suo coinvolgimento nella gestione, non solo ideologica, dei rifiuti in Italia.
Le sue affermazioni riguardo al problema sono le seguenti, rilasciate all’atto del suo insediamento a capo della Confindustria :

I sistemi di gestione dei rifiuti sono molto vicini al collasso in molte regioni, anche perché si dice no ai termovalorizzatori, attivi in tutti gli altri Paesi.
Paghiamo i costi più alti d’Europa per l’energia
.”

Innanzitutto si può controbattere questa affermazione, che tende a colpevolizzare la tendenza al rifiuto dei termovalorizzatori, con argomentazioni valide che non temono alcuna possibilità di poter essere smentite.
Cito, ad esempio, le dichiarazioni del famoso oncologo Michelangiolo Bolognini che, sul sito
http://www.italiaterranostra.it/?p=2244 , afferma :

- Il sistema industriale italiano è in grave crisi sul versante produttivo.
I gruppi industriali che più contano sono ricorsi da un pezzo all’assistenza pubblica, che viene elargita sotto varie forme più o meno mascherate dall’interesse collettivo.

Uno dei casi più rilevanti è stato, ed è, quello delle incentivazioni CIP6 finanziate da una tassa “occulta”, di circa il 7%, sulle bollette elettriche dei consumatori (che avrebbero dovuto finanziare le fonti di energia rinnovabile), che beneficiano, con finanziamenti annuali miliardari, soprattutto i proprietari di impianti che bruciano residui petroliferi, i rifiuti e/o le cosiddette “biomasse
”.
Gli impianti di incenerimento sono inutili, specie nel caso che si attui una corretta gestione dei rifiuti con raccolta differenziata domiciliare, trasformazione in compost della parte biodegradabile, “umida”, del rifiuto, riciclo e recupero di materiali ;
questi dati sono noti ed incontrovertibili tra gli esperti.
Nella categoria degli esperti non si ritrovano quindi, con tutta evidenza, i politici professionisti, la “grande stampa”, ed anche l’imprenditoria vincente ed assistita, proprietaria, questa, della “grande stampa”. -

- La signora Marcegaglia di rifiuti ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che ha due impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti” (CDR) in fase di realizzazione (Manfredonia, Modugno) e uno già attivo a Massafra (Taranto).
Si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce 1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse”.
La signora Marcegaglia non può certo lamentarsi degli alti costi dell’energia visto che parte della quota dei sovrapprezzi elettrici, che il consumatore italiano paga con il meccanismo dei CIP6, già arriva alla sua citata Centrale elettrica di Cutro. -

Dalle poche risultanze finora evidenziate, emergono quindi dati incontrastabili, che delineano un quadro prospettico caratteristico di Emma Marcegaglia :

L’appartenenza ad una famiglia, quella dei Marcegaglia, da sempre invischiata in guai giudiziari
La partecipazione a progetti che vedono, come interpreti, nomi noti legati alla mafia, a speculatori finanziari, a delinquenti riconosciuti.
La posizione dominante, a livello politico-economico, che permette la prosecuzione di progetti eticamente discutibile, e contrari al bene comune.
La continua perseveranza nell’affossamento della verità riguardo ai problemi che, coinvolgendo non solo i cittadini ma anche gli interessi economici di casa Marcegaglia, rischiano altrimenti di privarla di quei benefici e di quei guadagni che, d’altra parte causano lutti e dolori a chi ne subisce le conseguenze (inceneritori).
La spregiudicatezza politica, che la vede interpretare un ruolo di madrina affabile e ben disposta, anche verso feroci e spietati dittatori, in nome di una maggiore rilevanza economica, come testimoniato dal suo ultimo incontro con il dittatore libico.
La sua figura intesa come interprete di un importante ruolo pubblico, non è quindi linearmente trasparente, ma sottintende a finalità di parte, legate ad una prosecuzione di strategie familiari e all’imprinting ricevuto durante la sua formazione sociale, politica e culturale.
L’atteggiamento della signora Marcegaglia, relativo alle motivazioni che hanno portato alla chiusura per sequestro dell’inceneritore della Eco Energia (Gruppo Marcegaglia) di Modugno (Bari) nel 2008, è sintomatico di come si possa manipolare la verità e la realtà a proprio esclusivo vantaggio, anche sopravanzando i diritti dei cittadini.
E’ risaputo infatti che fu messo in atto un sequestro preventivo d’urgenza a causa delle violazioni della Eco Energia relative all’iter amministrativo necessario e obbligatorio.
Risultavano infatti illegittimi, mancando sia l’autorizzazione edilizia sia la valutazione di impatto ambientale, nonchè il parere obbligatorio sul vincolo idrogeologico e il nulla osta paesaggistico.
Mancavano anche le valutazioni sullo smaltimento delle ceneri, e il nulla osta dell’ente nazionale dell’aviazione civile.
Lascio a chi legge le considerazioni che si possono trarre, domandandosi a proposito di questa vicenda se la priorità di Emma Marcegaglia e del suo nutrito gruppo di feroci affaristi assetati di potere e di soldi, sia stata quella di voler marciare in direzione di una pianificazione volta a procurare benessere ai cittadini, o piuttosto, invece, quella che poteva rivelarsi come una manna per le casse della sua azienda, a discapito però della salute di tante persone, che ne avrebbero subìto le conseguenze.

La mafia, sottolinea Marcegaglia, «è un cancro che avvelena la vita civile del nostro paese».
Sono personalmente d’accordo con questa affermazione, ma mi chiedo il perché, allora, la Marcegaglia SpA sia socia in affari con imprenditori in odore di mafia…come Salvatore Ligresti…?
Evidentemente, la sua politica di facciata non trova una effettiva corrispondenza nella realtà dei fatti.

Mi viene da chiedermi, legittimamente… sarà un comportamento frutto di una crescita simbiotica con le strategie di famiglia, o una intersezione con diverse componenti del potere economico, da lei rappresentato, che subisce influenze di tipo massonico…?

Le argomentazioni a riguardo potrebbero svilupparsi attraverso percorsi che vedono la collusione, anche politica, come elemento inscindibile di un rapporto continuativo tra componenti anche di schieramento diverso, ma di medesimo intento e finalità.

La bocciatura di Emma Marcegaglia, sia per quanto riguarda l’etica, la morale, sia per quanto concerne la sua figura di rappresentante fiduciaria di una importante componente sociale, e cioè quella imprenditoriale, è senza appello, stante la direzione unilaterale da Lei intrapresa.


Si potrebbero fondere esigenze strutturali, economiche, politiche, senza arrivare alla speculazione più sfacciata, e senza ignorare la partecipazione popolare e le minoranze.

Si potrebbe tendere ad un proficuo sviluppo di politiche economiche, ambientali, sociali, senza per questo prevaricare gli interessi dei più deboli.

Si potrebbe…


... se si volesse...

Volere è potere… signora Emma Marcegaglia.

~ ~ ~

Dissenso.

..

0 commenti:

Posta un commento

Amici del blog